giovedì 28 novembre 2013

VECCHIE STORIE : LA COPPA DAVIS 1980


Il doppio successo in Coppa Davis della Repubblica Ceca (2012-2013), ci ha fato ricordare che, quando ancora si chiamava Cecoslovacchia (ed era unita, appunto, alla Slovacchia), mise in bacheca già una volta l'ambita insalatiera d'argento. Era il 1980 e si giocava l'ultima edizione divisa in tabelloni “zonali” che poi andavano a confluire verso altri “interzone”, che conducevano, per concludere, direttamente alla finale. Dall'anno dopo, anche in seguito a quanto accaduto in quella finale, si passò all'attuale formula ad eliminazione diretta, con tabelloni “zonali” nelle serie inferiori. 

Quell'anno la Cecoslovacchia, che schierava il ventenne Ivan Lendl, Tomas Smid, Pavel Slozil e, come riserva di lusso, il vecchio leone Jan Kodes, iniziò sconfiggendo facilmente la Francia a Praga (5-0), per poi liquidare, con altrettanta facilità, la Romania, priva di Nastase, a Bucarest. Il capolavoro fu però compiuto nella semifinale contro l'Argentina a Buenos Aires (stessa sede nella quale i sudamericani avevano superato i campioni carica degli U.S.A. di John McEnroe): in questo match scoppiarono apertamente le polemiche fra i due campionissimi argentini, Guillermo Vilas e Josè Luis Clerc, ed Ivan Lendl fece il fenomeno, sconfiggendo Vilas, trascinando Smid ad un successo in doppio contro i “nemici” Vilas-Clerc e quindi chiudendo i giochi contro Clerc nella giornata finale. 

Nell'atto finale il destino gli offrì la squadra italiana, alla quarta finale in 5 anni, brillantemente approdata a quella finale, soprattutto grazie ad un grande match vinto al Foro Italico con l'Australia di McNamara e McNamee. Il match di Praga, giocato sul veloce, è ricordato soprattutto per i clamorosi furti arbitrali subiti dal nostro team, abilmente orchestrati dall'ineffabile giudice sedia locale (e infatti dall'anno seguente si optò sempre per un giudice di sedia “neutrale”) Antonin Bubenik, un ingegnere informatico, diventato il triste simbolo di quella finale. In un susseguirsi di errori, interruzioni (molti ricorderanno alcuni nostri tifosi “sequestrati” dalla polizia locale, un nostro connazionale fermato e malmenato, l'intervento dell'allora presidente FIT Paolo Galgani che fece interrompere il gioco sino alla liberazione dell'ostaggio...) polemiche, Smid rimontò due set ad Adriano Panatta, Lendl sconfisse facilmente Barazzutti, dopo aver ceduto il primo set. Nel doppio la “sagra del furto” proseguì in maniera, se possibile, ancora più vergognosa e Panatta-Bertolucci furono sconfitti in cinque set dal trio Lendl-Smid-Bubenik. La Cecoslovacchia vinse: forse l'avrebbe fatto anche senza quegli aiuti, ma lo sport in quei giorni uscì duramente sconfitto.

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