venerdì 29 novembre 2013

CHI SI RICORDA DI....PETER LUNDGREN?




Peter Lundgren è noto soprattutto per essere stato il coach col quale Roger Federer ha vinto il suo primo torneo del Grande Slam (Wimbledon 2003); in seguito lo ricordiamo come coach di altri giocatori di buon livello come Wawrinka e Baghdatis. Oggi però vogliamo parlare di lui per la sua attività come giocatore professionista, svolta a cavallo fra gli anni '80 e '90, durante la quale fu capace di ottenere, in alcuni momenti, dei risultati sorprendenti. La peculiarità della carriera di Lundgren è certamente costituita dalla sua notevole discontinuità, che lo portava ad alternare risultati a dir poco clamorosi a dei periodi caratterizzati da una incredibile carenza di risultati. 

Classe 1965, si segnalò per la prima volta nel 1985, entrando direttamente fra i primi 30 giocatori del mondo, grazie ad alcuni ottimi risultati ed al suo primo titolo ATP, quello conquistato a Colonia (in finale sull'indiano Krishnan); in quell'anno conquistò, tra l'altro, anche i challenger di Thessaloniki e Bergen. Annata abbastanza modesta fu invece quella del 1986, nella quale ricordiamo soltanto una semifinale al torneo di Los Angeles ed un notevole calo nel ranking mondiale. Il suo anno migliore fu però il 1987: dopo un inizio di stagione in sordina, Lundgren venne fuori nel corso dell'estate americana, vincendo il torneo di Rye Brook in finale sul' americano John Ross e soprattutto ottenendo il più importante successo della carriera al prestigioso torneo indoor di San Francisco, nel quale superò in semifinale il numero uno del mondo Ivan Lendl ed in finale l'americano Jim Pugh; in quella stessa stagione mertiano una menzione anche le semifinali a Tel Aviv ed i quarti negli importanti tornei di Toronto, Cincinnati, Stoccolma e Scottsdale, oltre che diverse vittorie su giocatori di primissimo livello ed il best ranking di n°25. Il 1988 fu un'annata invece a dir poco negativa che lo vide scivolare indietro nel ranking mondiale, fino a quasi ad uscire dei primi 100 giocatori del mondo, in seguito ad una serie negativa di risultati quasi incredibile; si riscattò però alla fine dell'anno, conquistando contro ogni pronostico la finale nell'importante torneo casalingo di Stoccolma, nel quale batté, fra gli altri, Mecir, Gustafsson e Courier, prima di cedere in finale a Boris Becker. Recuperato un ranking mondiale accettabile, riprese però anche la sua incostanza di rendimento: nel 1989 fu particolarmente efficace sull'erba, dove conquistò la finale al torneo di Newport (persa contro Pugh) ed il quarto turno a Wimbledon, suo miglior risultato in un torneo dello Slam, dove perse da Lendl. 

La sua carriera scivolò poi maniera abbastanza anonima sino al precoce ritiro avvenuto nel 1995, salvo un episodio, come sempre sporadico, avvenuto nel 1990, quando in maniera del tutto inattesa raggiunse la finale al torneo di Indianapolis, dopo aver superato tra gli altri anche Andre Agassi, prima di venire fermato in finale ancora da Becker. In carriera vanta vittorie su molti big, fra cui Lendl, Agassi, Sampras, Wilander, Cash, Courier, Chang, Forget, Curren, Krickstein, Mancini, Chesnokov, Pernfors, Mecir, Jarryd e Jaite.



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