mercoledì 27 novembre 2013

LEGGENDE DEL TENNIS : MANOLO SANTANA



Una delle leggende viventi del nostro sport è senza dubbio lo spagnolo Manuel “Manolo” Martinez Santana. Classe 1938, Manolo fu grandissimo protagonista specialmente negli anni '60, ottenendo alcuni risultati straordinari. Nato a Madrid, iniziò a fare il raccattapalle in un club locale, appassionandosi a quello sport che cominciò a praticare con assiduità: già negli anni '50 iniziò a mostrare le sue notevoli qualità, ottenendo le prime vittorie di un certo prestigio. Col passare degli anni si mostrò un giocatore completo, dotato di un tennis molto elegante e vario: faceva del tocco la sua dote principale, di grande qualità erano i suoi cambi di ritmo, le sue angolazioni, i suoi lob e le sue palle corte, che facevano impazzire un po' tutti gli avversari (lo stesso Rod Laver soffriva tremendamente lo spagnolo). Santana è considerato come il primo europeo capace dopo la Seconda Guerra Mondiale di essere davvero competitivo su superfici differenti dalla terra rossa: fu infatti capace di rompere l'egemonia australiana-americana sull'erba. 
Le perle del suo palmares sono senza dubbio costituite dai quattro titoli Slam conquistati: due al Roland Garros, nel 1961 e 1964, entrambe le volte in finale con il nostro Nicola Pietrangeli; quello storico conquistato agli U.S. Championships di Forest Hills nel 1965 (l'ultima vittoria europea era stata quella di Henri Cochet nel 1928), contro il sudafricano Cliff Drysdale e quello, se possibile ancor più storico, del 1966 a Wimbledon, in finale con l'americano Dennis Ralston. Considerato tra i migliori amateur del mondo nel corso degli anni '60 (fra il 1965 e 1966 venne considerato addirittura il primo giocatore mondiale), era popolarissimo nel suo Paese, dove venne anche insignito di importanti onorificenze dal Generale Franco nel 1965. Fu inoltre protagonista delle prime due sfortunate finali di Coppa Davis raggiunte della Spagna, nel 1965 e nel 1967: in entrambe le occasioni la compagine iberica fu sconfitta al Challenge Round dalla fortissima Australia (sempre giocando in trasferta, come prevedeva quella formula) e Santana fu capace di cogliere l'unico punto per la sua squadra, sconfiggendo nel primo caso Roy Emerson e nel secondo John Newcombe. Davvero eccellente il suo bilancio in Coppa Davis, competizione nella quale è il terzo giocatore per numero di match disputati dopo Nicola Pietrangeli e Ilie Nastase: per lui 120 incontri totali dal 1958 al 1973, con un saldo di 92 vittorie e 28 sconfitte. 
Da menzionare anche un piccolo record negativo: quello di essere stato il primo defending champion del torneo di Wimbledon ad essere eliminato nella giornata di apertura; accadde nel 1967 quando fu sconfitto dall'americano di origine portoricana Charlie Pasarell (successivamente questo poco invidiabile record fu eguagliato dall'australiano Lleyton Hewitt, sconfitto dal croato Ivo Karlovic nel 2003). Con l'avvento dell'Era Open la sua carriera volgeva ormai al termine, e fu capace di conquistare negli anni '70 pochi titoli, fra i quali quello del prestigioso Conde de Godo di Barcellona, vinto nel 1970 superando in finale il grandissimo Rod Laver. Ricordiamo alcuni dei suoi più importanti successi: nel 1959 a Buenos Aires, nel 1961 a Venezia e Barranquilla, nel 1962 a Mexico City, Tampa, Madrid, Barcellona e Bastad; nel 1963 a Tampa, Barranqulla, Barcellona, Caracas, St,Petersburg e Houston; nel 1964 a Deauville, Baden Baden, Monaco e Barkeley. Impressionante il rendimento nel 1965: oltre a Forest Hills lo vediamo vincere a Quebec, Valencia, Barbados, Tampa, Trinidad & Tobago, Barranquilla, Mexico City, San Juan, Madrid, Bastad ed Estoril; oltre a Wimbledon nel 1966 vince a Montecarlo e Quebec.
Dal 1967 il suo rendimento inizia a calare, pur rimanendo comunque molto competitivo: vince a Lamorlaye, Montreal e Johannesbourg; nel 1968 a Philadelphia, Tampa. Madrd, Helsinki e Berlino; nel 1969 a Bastad, Estoril, Kitzbuhel e Madrid; nel 1970, come detto, gli ultimi successi del Cairo e di Barcellona. Nel 1968, inoltre, il tennis fu presentato come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Mexico City: Santana si aggiudicò il singolare (ed il doppio), ma non gli venne consegnata alcuna medaglia. Poco attivo nel corso degli anni '70, vinse qualche torneo di doppio e si dedicò anche al WTT diventando nel 1974 allenatore-giocatore del team dei New York Sets. Si ricorda la sua ultima apparizione in un torneo dello Slam, sebbene molto appesantito, agli US Open del 1977, dove fu travolto dal futuro campione Gullermo Vilas (6-1 6-0). Giocò ancora al torneo di Newport del 1978, a 40 anni compiuti, dove batté il carneade americano Blocher, prima di cedere di fronte ad Arthur Ashe. Chiuse con 72 titoli di singolare all'attivo.

Dopo essere stato per diversi anni il capitano del team spagnolo di Coppa Davis, attualmente è il direttore del Masters di Madrid.


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