mercoledì 27 novembre 2013

PILLOLE DAL PASSATO : ANDREA JAEGER


Uno dei talenti “precoci” che caratterizzarono il tennis femminile nei decenni passati, fu senza dubbio l'americana Andrea Jaeger. Originaria di Chicago, classe 1965, ebbe una fulminea carriera giovanile che la vide vincere alcuni titoli nazionali e trionfare nel 1978 (a soli 13 anni) nell'Orange Bowl riservato alle under 18, dove superò in finale la sudafricana Rosalyn Fairbank, di 5 anni più grande di lei. 
Diventata professionista nel 1980, diede inizio ad una carriera rapida ma molto intensa: quindicenne, entrò di prepotenza fra le top ten, vincendo al torneo invernale di Las Vegas (con la Potter), Beckenham (con la Durie), Tampa (con la Mandlikova) ed ancora a Las Vegas, nel torneo estivo (con Tracy Austin, che non giocò la finale), andando anche in finale a Indianapolis, Mahwah e Deerfiled Beach e conquistando le semifinali agli US Open ed i quarti a Wimbledon. Annata ancora migliore fu il 1981: vinse a Kansas City (con la Navratilova), Oakland (con Virginia Wade) ed Indianapolis (con la Ruzici) e perse le finali di Landover, Los Angeles, Orlando, Eastbourne, Deerfield Beach, Perth e del Masters. In questa stagione arrivò anche per la prima volta al suo best ranking di n°2 WTA e vinse pure l'unico titolo Slam, quello conquistato Roland Garros nel doppio misto, in coppia con un altro giovanissimo, il connazionale Jimmy Arias. Ottima annata anche il 1982, impreziosita dalla sua prima finale Slam, quella del Roland Garros, nella quale cedette a Martina Navratilova, dopo aver però superato in semifinale Chris Evert: quell'anno anche i successi di Detroit (sulla Jausovec) ed Oakland (sulla Evert) e le finali di Seattle, Palm Beach, Hilton Head, Amelia Island, Montreal, Deerfield Beach, Tampa e Tokyo. Ancora su ottimi livelli il 1983, con la seconda ed ultima finale Slam, quella raggiunta a Wimbledon e persa ancora con la Navratilova. Solo un successo, quello di Marco Island (con la Mandlikova) e le finali di Palm Beach, Chicago, Orlando e Tokyo. 
La sua carriera, a questo punto, poteva dirsi purtroppo già conclusa: a causa di un gravissimo problema alla spalla giocò pochissimo nel 1984, conquistando solo un'ultima finale, a Johannesbourg (persa con la Evert) e perdendo pochi altri match; si fermò dopo il Roland Garros e tentò un rientro, senza successo, nel 1985, quando decise, a neanche 20 anni, di lasciare l'attività agonistica. Nei due anni successivi fece poche, fugaci apparizioni, sino a che non abbandonò completamente e definitivamente il mondo tennis. Dopo essersi dedicata ad attività filantropiche ed umanitarie, nel 2006 è diventata una suora Anglicana- Dominicana, assumendo il nome di “Sister Andrea”.

Nessun commento:

Posta un commento