mercoledì 20 aprile 2016

CHI SI RICORDA DI...VICTOR AMAYA?



Giocatore piuttosto popolare nel corso degli anni '70/80 era il gigante americano (due metri d'altezza) Victor Amaya. Originario di Denver, classe 1954, ebbe come molti connazionali un'ottima carriera a livello universitario (nello specifico con l'Università del Michigan) per poi passare al professionismo. Qua mise in evidenza le sue doti principali: un potente ed insidiosissimo servizio ed un efficace gioco di volo, aspetti che, uniti al fatto di essere mancino, lo rendevano un'autentica mina vagante, soprattutto sulle superfici rapide, ed un buonissimo doppista. In carriera ottenne svariati buoni piazzamenti, arrampicandosi sino ad un best ranking di n°15. Ricordiamo i suoi tre titoli ATP: Adelaide 1977 (erba, in finale su Brian Teacher), Surbiton 1979 (erba, in finale su Mark Edmondson) e Washington 1980 (indoor, in finale su Ivan Lendl). Perse inoltre le finali di New Orleans 1978 (con Tanner), Denver 1979 e 1980 (rispettivamente con Fibak e Gene Mayer), Johannesbourg 1980 (con Gunthardt) e Cleveland ancora nel 1980 (con Gene Mayer). Il suo miglior risultato Slam è la semifinale raggiunta sull'erba degli Australian Open del 1979, quando fu superato dal futuro vincitore Guillermo Vilas. Da menzionare un grande match perso al quinto set con Bjorn Borg nel primo turno di Wimbledon 1978 (anno del terzo titolo dell'Orso), quando si trovò a condurre per due set ad uno, prima di subire la rimonta. La foto che proponiamo fu scattata proprio nel 1978 quando al Foro Italico Amaya giocò un ottimo torneo, raggiungendo i quarti (e battendo anche Barazzutti e Newcombe), prima di cedere ad Adriano Panatta, al termine di un buonissimo match (76 64). Come detto giocò piuttosto bene in doppio, soprattutto in coppia col connazionale Hank Pfister: vinse in totale sei titoli (uno dei quali però in coppia con Tim Gullikson), fra cui spicca il successo a Roland Garros nel 1980, contro Gottfried e Ramirez; i due furono anche finalisti agli US Open del 1982, sconfitti da Curren e Denton. Rallentata l'attività nel 1981, anche a causa di alcuni problemi fisici, Amaya si ritirò nel 1983. A testimonianza della sua fama di “mina vagante” ricordiamo vittorie su avversari del calibro di Lendl, Vilas, Newcombe, Ashe, Okker, Ramirez, Dibbs, Solomon, Gene e Sandy Mayer, Kriek, Higueras e persino Manolo Santana. Attualmente, dopo aver lavorato a lungo per la “sua” University of Michigan, svolge l'attività di financial advisor.


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